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ora esiste, furono da esso strappate e vendute. Era il codice nello stato suo primitivo ricco di otto miniature di tutta la grandezza del volume; una delle quali rappresentava Papa Niccolò V sedente, per cui il libro sembra che fosse fatto; e nelle altre eranvi Silio, Scipione Africano, Annibale, Marte, Nettuno, Cartagine, e Roma, appunto giusta la descrizione fattane dal Vasari. Ora una soltanto di esse ne rimane, cioè Marte sopra una carretta antica tirata da due cavalli rossi: ma questa pure alquanti anni prima delle altre era stata levata dal codice, e sopra una tavoletta attaccata; sicchè avendola io poi ricuperata, non fu possibile di rimetterla al luogo suo, e va tenuta a parte come un bel saggio di queste veramente pregevolissime fatture d’autore non per anco noto. Il primo foglio, che ha il principio del poema, per buona fortuna v’è stato lasciato, riferito anch’esso dal Vasari, e lodato così: Nel fregio poi sono certe mezze figurine in un componimento fatto d’ovati e tondi ed altre cose simili, con una infinità di uccelletti e puttini tanto ben fatti, che non si può più desiderare. Vi sono appresso in simile maniera Annone Cartaginese, Asdrubale, Lelio, Massinissa, Caio Salinatore, Nerone, Sempronio, Marco Marcello, Quinto Fabio, l’altro Scipione, e Vibio.

(75) La æde de S. Erculino in Milano coniuncta con la æde del Divo Laurentio, olim phanum Herculis, è monoptera. Così il Cesariano sopra Vitruvio Lib. IV. cap. 7. p. 70. t. Va però inteso ciò della cappella di Sant’Aquilino, secondo quello che scrive il Bianconi nella Guida citata (p. 239.).

(76) Correva questa favola intorno alla patria di Massimiano, e fu adottata anche dal Co-


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