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In cinque anni superati gli ostacoli che vi frappose la tristezza dei tempi, mercè le generose limosine dei cittadini, le gratuite condotte dei materiali per parte dei contadini, si diede compimento alla nuova Chiesa, che in paragone dell’antica può chiamarsi colossale.

Addì 31 agosto 1851, venne con solenne pompa benedetta dal Vescovo di Mondovì monsignor Giovanni Tommaso Ghilardi dell’ordine dei predicatori, il quale predicò in quel dì per due volte da un pulpito eretto fuori della Chiesa ad un immenso popolo che lo circondava1.

  1. Il suolo pel nuovo edifizio fu ceduto gratuitamente dal sig. D. Soldetti cappellano della Collegiata e da Margherita Ferro fu Andrea.
    Il medaglione in marmo che sovrasta all’altar maggiore di scultura antica e di buon gusto, è dono grazioso dei sig. coniugi Benedetto Francolino, e Barbara Sito.
    La statuetta in legno di S. Bernardino, fu conservata dalla virtuosa sig. Angela Iemina nata Bottalla. Questa rispettabile dama unica erede di casa Bottalla, antica ed illustre famiglia di Ceva, con istrumento 20 maggio 1855, rog. Rovea, fece acquisto d’una porzione di campo attiguo alla chiesa coll’obbligo in perpetuo della celebrazione di n.° 12 messe annue, e lo cedette alla stessa chiesa.
    Nella fabbrica di questa nuova chiesa si distinse per generosità il sig. medico Tamagno che ne fu il primo priore, e per zelo il canonico Carlo Testanera.