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satosi con Teodora Frisoni, da cui ebbe una sola figliuola per nome Ginevra, pagò il funesto tributo alla natura, e fu sepolto con la moglie nella Chiesa di S. Fermo maggiore di detta città in una cappella a mano sinistra dell’altar grande, con una breve ma decorosa iscrizione in questi termini:

Petro Aligero Dantis III. filio

graece et latine docto

et Theodorae conju-

gi incompara-

bili1.

Il secondo fu Lodovico, il quale si esercitò nella giurisprudenza, senza lasciar di applicare ancora agli studi più geniali dell’umane lettere2. Per i suoi talenti fu Vicario de’ mercatanti, dignità considerabile nella città di Verona, ed ambasciatore a Venezia. Ancor esso si accasò con Eleonora figliuola del Conte Antonio Bevilacqua, ma non gli sortì di aver successione, onde con suo testamento fatto nel 1547. lasciò erede il fratello Francesco, che eresse la suddetta cappella, in cui furono collocate le ceneri ancora di Lodovico, con epitaffio che ivi si legge in monumento distinto da quello dell’altro fratello Pietro.

    scentuli eam ageremus aetatem, quae maxime levitatibus amatoriis dedita est, multum in poetis evolvendis temporis consumebamus, non modo latinis, nostratibusque, verum etiam Graecis, qui suos, vel aliorum amores decantassent. Cum vero in summo honore, ut nunc quoque, haberetur Dantes praeclarus auctor nobilitatis tuae, ac Franciscus Petrarca qui elegantissima poemata Etrusco sermone conscripserant etc.»

  1. Maffei luogo citato, e Giovan Battista Biancolini notizia delle Chiese di Verona lib. VIII pag. 169.
  2. Il tante volte mentovato Maffei onore della nostra Italia, luogo citato dice, che si trovano lettere del Nogarola scritte a Lodovico, le quali di greca erudizione favellano. Giammai apportò nocumento alla giurisprudenza la perfetta cognizione delle belle lettere, benchè alcuni pensino diversamente.