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media, cioè il Purgatorio. Che poi in quest’anno appunto 1306. come apparisce dalla missione a Sarzana si portasse Dante nella Lunigiana, ed ivi fosse dal Marchese Maorello con molta piacevolezza accolto e trattenuto, non può contrastarsi, perchè di tanto lo stesso Dante ce ne assicura1.

  1. Dante dopo aver lodato meritatamente nel C. VIII. del Purgatorio ver. 122. e seg. la Casa Malaspina, fa dire a Corrado della detta Famiglia, con cui finge di ragionare in quel Canto ver. 133. e seg.

         — — Or và, che ’l sol non si ricorca
              Sette volte nel letto, che ’l Montone
              Con tutti e quattro i piè cuopre, ed inforca,
         Che cotesta cortese oppinione
              Ti fia chiavata in mezzo della testa
              Con maggior chiovi che d’altrui sermone.

    Dante, come altra volta si dirà, finse d’avere avuta la Visione nel 1300. onde da questo passo apparisce che nei detti versi ebbe in animo d’indicare l’anno 1306. Il detto Maorello dicesi essere stato figliuolo di questo Currado, ed avere avuta per moglie quell’Alagia Nipote di Papa Adriano V. della Famiglia Fieschi de’ Conti di Lavagno rammentata nel C. XIX. del Purgatorio ver. 142. Porcacchi loc. cit. pag. 173.; ma il vero è che Maorello con Corradino, di cui più a basso, Manfredi, Federigo, Azone, e Giovanni Malaspina, nacquero dal Marchese Opizzone del Marchese Federigo di questa casata, e da Donna Tobia di Lanfranco Spinola, e che ebbe due Sorelle una per nome Bettina, e l’altra Orietta, la quale è quella Orietta moglie di messer Geri di messer Manetto Spini che si annojò del cavaliere poco bravo parlatore di cui discorre il Boccaccio nella I. Novella della VI. Giornata. Rilevasi ciò da una cartapecora del 1301. dell’Archivio Strozzi rammentata dal Manni nella sua illustrazione del Decamerone par. II. pag. 380. e da un altra del 1332. del medesimo Archivio nella quale è rammentata la suddetta Orietta già vedova. Ho avuta in mano copia di queste due carte le quali meriterebbero di essere riferite per l’intero, se non facessero un poco troppo lontane dal nostro soggetto. L’Alagia moglie di Maorello si disse anche Alascina, e fu figliuola di Niccolò, Vicario Imperiale in Italia, di Tedisio di Ugone Fieschi, ebbe due sorelle che una maritata ad Alberto Malaspina per nome Fiesca dal qual parentado discesero i marchesi di Filattiera siccome apparisce da un istrumento di divisione di Feudi della casa Malaspina in Lunigiana del dì 18. aprile 1275., e l’altra si chiamò Giacopina fu moglie di Opizzo Sesto da Este signor di Ferrara secondo quello che leggesi a pag. 59. nella storia della famiglia Fiesca scritta da Federigo Federici e stampata in Genova in foglio, senza indicazione