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svegliato nel restante dei cittadini lo spirito di parzialità per alcuna parte di essa. I Fiorentini, prendendosi forse maggior cura di ciò che fuori accadeva, di quello che facessero degli scompigli, nei quali si trovava la loro propria città, crederono di doversi interessare in porre in pace i Pistojesi; e perciò fecero ogni sforzo per costringere i capi delle due fazioni a venire a Firenze1. Ma siccome in quel tempo bollivano fortemente le gare dei Cerchi e dei Donati, così quei del partito dei Cancellieri neri (giacchè in Cancellieri neri, e in Cancellieri bianchi2 era divisa questa casata, e la città tutta di Pistoja) essendosi ridotti nelle case dei Frescobaldi oltr’Arno, che erano del partito dei Donati3, e gli altri in quelle dei Cerchi, non fecero che maggiormente porre in iscompiglio i nostri cittadini, i quali allora scopertamente si dichiararono per una delle due fazioni4. Essendo adunque a mezzo giugno entrato nell’Uffizio del Priorato il nostro Dante, e proponendosi di cercare un

    XVIII. E benché il nostro Giovanni Villani, ed altri riferiscano all’anno 1300. il principio delle rivoluzioni di Pistoja, Tolomeo da Lucca in Annal. inseriti nel XI. tom. Rerum Ital. Script. pag. 1296. le fa cominciare nel 1286. nel qual anno racconta il fatto di messer Dore di Guglielmo Amadori, a cui per vendetta fu tagliata la mano da uno dei fratelli di messer Vanni di Gualfredo, che da lui era stato ferito.

  1. Avendo la Repubblica Fiorentina presa la signoria di Pistoja, per porre qualche rimedio alle gare nate fra quelli della famiglia de’ Cancellieri, pensò di mandare i Capi delle due fazioni a confino in Firenze, come narra Giovanni Villani lib. 8. cap. 37.
  2. Da un padre solo, ma da due donne essendo discesa la schiatta dei Cancellieri di Pistoja, al dire del mentovato Villani, per distinguere quei di un lato di essa da quei dell’altro lato, vollero gli uni chiamarsi Cancellieri neri, e gli altri Cancellieri bianchi; ma non si sa l’origine di questa denominazione.
  3. La famiglia dei Frescobaldi era del partito dei Neri, benchè un tal messer Berto Frescobaldi, per essere di grosse somme debitore ai Cerchi, fosse del partito di questi; Dino Compagni lib. 1. pag. 22. Non è questo il solo esempio di Casate, le quali nelle fazioni si divisero fra loro. Il detto Dino racconta che «la maggior parte dei Bardi aderiva alla parte dei Donati». In quei tempi le nostre famiglie erano assai numerose, onde non è maraviglia se fossero fra loro discordi nel seguitare diversi partiti.
  4. Villani loc. cit.