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corso alle armi e dove questo sarebbe stato molto probabilmente battuto dalle quattro brigate riunite e ben appoggiate alle forti posizioni; e forse sarebbe stata ancora rimediabibile se egli, omettendo la predotta disposizione, avesse almeno curato che la brigata Da Bormida avanzasse poi non obbliquamente a destra nella lontana valle di Mariam Sciavitù, ma dalla parte opposta, cioè obbliquamente a sinistra verso Addi Vecci, ove verso le 9 Albertone stava per trionfare, ed ove, secondo le affermazioni di superstiti e di scrittori autorevoli, e secondo le notizie raccolte di poi da prigionieri, l’apparizione in quel momento di una forte brigata bianca avrebbe potuto concorrere a strappare al nemico la vittoria.

Così invece come andarono le cose, cioè con una brigata di 4000 uomini presso Adua che combatte da sola nel mattino contro l’intero esercito etiopico; con altre due brigate di circa 6000 uomini in tutto intorno al Raio, che ne vengono poi sorprese ed urtate non ancora completamente schierate verso il meriggio; e con un’altra brigata di poco più di 4000 uomini isolata a 7 chilometri nell’estrema destra che è costretta a lottare verso sera contro tutto il predetto esercito nemico vincitore e trionfante, non solo era impossibile il vincere, ma anche il fare di più, tanto da truppe italiane che da francesi, tedesche, inglesi o di qualsiasi nazione la più belligera del mondo.