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obbliò la viltà della guida, che lo aveva abbandonato, la sua solitudine e pericolo all’approssimarsi della tempesta in un paese poco ospitaliero, avuto anco riguardo alla sua qualità di eretico. Compiacevasi egli di contemplare la scena magnifica, e nello stesso tempo terribile, che gli si presentava allo sguardo. La luce faceva contrasto con le ombre, e la profonda oscurità, che regnava ad intervalli, era il precursore di una luce più terribile ancora. Stanton fu intanto richiamato al sentimento del pericolo, che correva, quando cioè vide scoppiare il fulmine e ridurre in polvere gli avanzi di una torre romana. Le pietre fesse per lo mezzo caddero giù rotolando con fracasso dall’alto della montagna e vennero a posarsi a’ piedi del viaggiatore.

Trasalì e provò un momento di terrore; ma bentosto l’impossibilità di trovare un ricovero e ripararsi dal pericolo, gli somministrò coraggio o almeno la rassegnazione della disperazione. Egli procedeva lentamente, e la sua mente era immersa in rifles-