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S’immagini adunque il lettore la sorpresa del cavaliere, allorchè Gaetano gli palesò di conoscere il fatto del testamento, fatto che Gaetano non sapea compiuto, ma che divinò dal turbamento del suo rivale.

Amedeo suppose che per una funesta combinazione o per secreto motivo Domenico avesse rivelato il tutto all’Inglese; e si vide perduto.

Già, pria che Gaetano gli avesse detto di conoscere il fatto del testamento, il cav. Amedeo, dopo la scena accaduta nel salotto di Rionero a Sorrento avea giurato di sacrificare l’aborrito Blackman alla sua vendetta... Egli avea veduto quest’uomo levarsi qual tremendo ostacolo agli ambiziosi proponimenti che avea fabbricati sul matrimonio con Beatrice, e non sapea portar l’idea che un uomo brutto, straniero, di modi selvaggi, fosse caduto dal cielo per rapirgli un brillante avvenire, in seno del quale stava per slanciarsi con tanto prospera fortuna.

«Oliviero Blackman morrà per mano ignota... misteriosa... La sua morte sarà attribuita ad un assassinio nello scopo di rubarlo... Una volta rimosso questo ostacolo, il tempo, l’assiduità, la mia ipocrisia faranno il resto; e Beatrice Rionero sarà mia... Questi Inglesi si battono come diavoli... D’altra parte... che sciocchezza sarebbe il morire per una donna che io non amo... e poi per una cieca! per una stupida creatura, che mi preferisce un Blackman!... un mostro, un ignobile maniscalco inglese...!»

Queste parole rimasticava il Santoni sdraiato