Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/121


giornata prima. 113

minazione non è altramente cotesta, signor Simplicio. E non sarebbe bella cosa che io penetrassi i vostri discorsi meglio che voi medesimo?

Simp. Se io mi discorra bene o male, potrebb’esser che voi meglio di me lo conosceste; ma, o bene o mal ch’io mi discorra, che voi possiate meglio di me penetrar il mio discorso, questo non crederò io mai.

Salv. Anzi vel farò io creder pur ora. Ditemi un poco: quando la Luna è presso che piena, sì che ella si può veder di giorno ed anco a meza notte, quando vi par ella piú splendente, il giorno o la notte?

Simp. La notte, senza comparazione, e parmi che la Luna [Luna apparisce più risplendente la notte che 'l giorno.]imiti quella colonna di nugole e di fuoco che fu scorta a i figliuoli di Isdraele, che alla presenza del Sole si mostrava come una nugoletta, ma la notte poi era splendidissima. Così ho io osservato alcune volte di giorno tra certe nugolette la Luna [Luna veduta di giorno simile a una nugoletta.]non altramente che una di esse biancheggiante; ma la notte poi si mostra splendentissima.

Salv. Talchè quando voi non vi foste mai abbattuto a veder la Luna se non di giorno, voi non l’avreste giudicata piú splendida di una di quelle nugolette.

Simp. Così credo fermamente.

Salv. Ditemi ora: credete voi che la Luna sia realmente piú lucente la notte che ’l giorno, o pur che per qualche accidente ella si mostri tale?

Simp. Credo che realmente ella risplenda in se stessa tanto di giorno quanto di notte, ma che ’l suo lume si mostri maggiore di notte perchè noi la vediamo nel campo oscuro del cielo; ed il giorno, per esser tutto l’ambiente assai chiaro, sì che ella di poco lo avanza di luce, ci si rappresenta assai men lucida.

Salv. Or ditemi; avete voi veduto mai in su la meza notte il globo terrestre illuminato dal Sole?

Simp. Questa mi pare una domanda da non farsi se non per burla, o vero a qualche persona conosciuta per insensata affatto.

Salv. No, no, io v’ho per uomo sensatissimo, e fo la domanda sul saldo: e però rispondete pure, e poi se vi parrà che io parli a sproposito, mi contento d’esser io l’insensato; chè bene è piú sciocco quello che interroga scioccamente, che quello a chi si fa interrogazione.

Simp. Se dunque voi non mi avete per semplice affatto, fate conto