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riso, e animata da grazia incantatrice. Si unì in coniugal nodo a Cercola, o come altri vuole Cercala o Cercilla, facoltoso abitante di Ando, isola dell’Arcipelago. Non gustò però Saffo lunga pezza le dolcezze d’Imene, spento essendo rimasto il Consorte da morte immatura mentre ella era ancor giovinetta. Pegno de’ suoi affetti con questi fu un’unica figlia, a cui pose il nome di Cleide. Disciolta la nostra Poetessa dal vincolo maritale, non menò forse la più morigerata vita, ma inchinevole alla libertà, si mostrò anzi che no amica ai piaceri, dandosi all’amore di assai giovani, fra cui non fu l’ultimo il poeta Anacreonte. Quegli però che follemente venne amato da Saffo si fu Faone, avvenentissimo giovine Mitilenese. Godè questi vie più che altri gli amori di essa, ma non istette guari che ingrato alla fedeltà dell’amica, s’involò da lei e dalla patria. Indarno ella volle rintracciarlo in Sicilia. Reso vano