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AD APOLLO.


ODE LXII.


Quì la cetra: or cogli emoli accanto
     Sull’arena io non scendo, io non canto,
     3A raccor la sudata mercè.
Ma chi è saggio, alla nota palestra
     Non s’espone, se pria non s’addestra
     6A cantare i suoi carmi fra se.

Frigj modi all’eburnea mia cetra
     Mentre adatto, i miei labbri sull’etra
     9Sacri carmi faranno volar.
L’ali scuote, ed al soffio del vento
     Gode il cigno l’estremo concento
     12Così pur sul Caistro accordar.

S’è pur vero che il tripode antico,
     L’aurea cetra, l’alloro pudico
     15Sian di Febo ornamento ed onor,
Or di Febo (secondami, o Musa)
     Cantar voglio la speme delusa,
     18L’ardor vano, l’inutile amor.