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rimesse le nostre Vicinie nel 13181, e quando in mezzo alle sanguinosissime lotte civili, che travagliavano la città ed il contado, il Comune fe’ cessione a private persone di quanto doveano i nostri Vicinati; onde troviamo che il debito di quello di S. Pancrazio, che originariamente era di l. 160, sol. 14 den. 6, nel 1318 erasi accresciuto di lire 14 sol. 13 den. 6 per gli interessi e di una pena di mora, che saliva a sei denari per lira al mese (30 per 100 all’anno) e che importava altre lire 1232. Del resto, nel 1318 tutte le spese attinenti alla distribuzione ed alla esazione del fodro, come pure la esazione stessa, cadevano interamente sulle Vicinie, poichè, per non citarne che pochi esempi, nei conti semestrali di quell’anno della stessa Vicinia di S. Pancrazio abbiamo: Item den. 6 datis Pagano Temporalis occasione cujusdam preconamenti quod fecit occasione cuiusdam fodri; item sol. 5 imp. datis in duobus quaternis occasione scribendi extimum factum de libris viginti millibus; item den. 10 datis in vino et zeressis (ciriege) pro vicinis quando iverunt cum d. Bunino occasione exigendi fodrum; e così vi sono notate altre spese per la tallia e distribuzione del fodro. Tutto il quaderno poi delle entrate semestrali non contiene che una lunghissima serie di fodri imposti in varie occasioni; il che ci dimostra, che certo allora la esazione dell’imposta addossata alle Vicinie venne interamente affidata ai loro Consoli, se questi dovettero darne un così minuto rendiconto. Naturalmente la odiosità delle esecuzioni contro coloro, che non aveano da soddis-

  1. Mazzoleni lib. A.
  2. Acta in Mazzoleni lib. A.