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RIME

XII

Ballata fatta per altrui


     O giovinetta, poi che se’ sposata,
Non ti dimenticare s’io t’ho amata.
     E così fermo son sempre d’amarti,
4Che caso sia, avvegna ciò che vôle.
Perchè, fanciulla, vedrò donna farti
E sentirai più l’amoroso sole,
Considerando gli atti e le parole
8Che moven dalla mente innamorata.
     Al mio amore et al tuo tempo puro
In dietro ragguardando vederai
Quel che per purità ti era oscuro,
12E ’l mio fedele amor conoscerai;
Sperando che contento mi farai
Della tua vista tanto disïata.
     A tal sposa novella, ballatina,
16Ne va’; e quando in testa avrà ghirlanda
D’ulivo e di argento la mattina,
Umilmente l’addestra d’ogni banda,
Dicendo — Il servo a te si raccomanda.
20Che per tua cameriera m’ha mandata. —




XIII

Fatta per un giovine che amava Lisa


     Splendor del ciel vaga fioretta Alisa
Produsse in terra, ov’il mio cor s’affisa.
     Con quelli raggi che la mente accese,
4Vivo suggetto sempre a seguir lei:
E perchè mai di me pietà non prese,
Umile vo con pene e con omei,
Sperando pur ch’alli tormenti miei
8Divegna pia, c’hanno l’alma conquisa.


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