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no stare, ma quando cominciò a gridare, riconobbero non essere della lor specie, e la scacciarono dal lor consorzio battendola. Ella ritornò alle altre Cornacchie, le quali non conoscendola, perchè aveva mutato il colore, la scacciarono da loro, e così volendo esser di due compagnie, perdè l’una, e l’altra.

Sentenza della favola.

La favola dinota coloro, che come si dice per proverbio, si sforzano tenere un piede in due staffe, ed all’ultimo nè in questa, nè in quella lo fermano.


Di una Cornacchia. 370.


U

na Cornacchia fu presa da un uomo, il quale la legò per un piede, e la teneva in casa pascendola. Quella increscendole vivere fra gli uomini, fuggì con la corda legata al piede, e ritornò al suo nido. Ed essendole intricata la corda a un ramo d’un Albero, non potendosi partire per andare a cercare da mangiare, se ne morì di fame, e morendo diceva fra se medesima; Aimè misera non soffrendo io vivere in servitù appresso agli uomini, incautamente mi sono privata di vita.

Sentenza della favola.

La favola significa, che alcuni volendo liberare da un pericolo mediocre cascano in un maggiore.


Di un Lupo, ed un Cane. 371.


U

n Lupo trovò un Cane, e lo salutò, poscia gli domandò come faceva ad esser così grasso. Disse il Cane: Io vivo in casa