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dosi le mosse, il magro corse più degli altri, e vinse il Pallio.

Sentenza della favola.

La favola significa, che non dovemo giudicare gli uomini secondo l’abito, ma secondo la virtù.


Di un Villano ed un’Agnello. 318.


A

vendo un Villano una lite, andava al Procuratore, il quale come lo vedeva fingeva di non vederlo e d’avere altri negozj, e non ascoltava ciò che diceva, di modo che il Villano stava di mala voglia. Un giorno prese uno Agnello bello, e grasso, ed andò la mattina a casa del Procuratore. Come fu vicino alla casa fe gridare l’Agnello. Sentito questo il servitore lo menò al Padrone, e gli fece dare udienza. Allora il Villano si voltò all’Agnello, dicendo: O Agnello, io ti sono molto obbligato, perchè mi hai fatto dare così grata udienza.

Sentenza della favola.

Questa favola dimostra, che niuno, è tanto duro, e difficile che non si plachi per li doni.


Di un Giovine, ed un Lupo. 319.


U

n Giovine avendo preso una moglie giovane, per il troppo pensiero diventò così secco, e smagrito, che non si poteva muovere. Stando un giorno al Sole gli passò a canto un Lupo, ch’era seguito da certi Cani, e dietro i Cacciatori, i quali gli dissero s’aveva veduto correre per là un Lupo inseguito dai Cani, ed egli rispose: il Lupo corre là tanto velocemente, ch’io giudico,