Pagina:Landi - Vita di Esopo, 1805.djvu/216

202 D I   E S O P O

erano atti ad alcuna cosa. Essi li risposero: Tu ti glorii de’ tuoi doni, e ti ridi di noi; ma quando tu sei tagliato con l’accetta, ed a noi non è dato impedimento alcuno, allora tu vorresti essere simile a noi.

Sentenza della favola.

Moralità. In una gran fortuna vi sono più mali, che in una bassa.


Dell’Uccello e de’ suoi figliuoli. 180.


A

vendo posto l’Uccello i suoi figliuoli in un Campo di grano, gli ammonì che attendessero diligentemente se sentivano ragionare di tagliar il grano, e tornando la Madre, i figliuoli le dissero, che il Padrone aveva commesso ai vicini, che tagliassero il grano. La Madre rispose: State di buona voglia non sarà niente. L’altro giorno dissero, che il Padrone aveva commesso agli amici, che lo mietessero, e la Madre disse, che stessero sicuri, che non vi era alcun pericolo. Il terzo giorno dissero. Avemo inteso noi, che egli disse; Voglio, che venghiamo io, e mio figliuolo a mieterlo. Allora rispose la Madre; adesso è tempo, che noi fuggiamo, perchè non ho temuto i vicini, nè gli amici, sapendo, che non erano per venire, ma ora temo del Padrone, perchè so che questo gli è a cuore.

Sentenza della favola.

Moralità. Perchè gli uomini sono pigri nelle cose altrui, quando vogliano, che una cosa sia ben fatta, noi proprj dovremo farla.