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e la vita dell’operaio. 35

33. Nè il male si ferma qui. Se viene una pestilenza, i primi ad esserne colpiti, i più fieramente colpiti, i più soggetti a morire sono gli ubbriaconi. In Francia, tutte le volte che è stata visitata dal cholera, si videro sempre i bevitori solenni perire i primi sotto quel flagello tremendo, e morire per mancanza di reazione vitale. Qui in Siena, nell’estate decorsa, quando a noi medici una certa domenica mattina, venne voglia sull’ora delle nove, così per non saper che fare, d’inventare una certa malattia che si fa chiamare il cholera, (sì, signori, noi non curiamo le malattie, nè mettiamo la vita per salvare la vita altrui; noi le inventiamo solamente per certi grassi guadagni che poi ci dividiamo), ripeto quando ci venne voglia d’inventare il cholera, la prima vittima, se vi rammentate, fu quell’infelice che si chiamava Talento, ed al quale pur troppo talentava il bere! Anche fuori di epidemie, nelle malattie ordinarie, non solamente gli ubbriaconi, ma i forti bevitori anche, sono quelli che più stentamente e più difficilmente guariscono, che hanno