Pagina:La scaccheide.djvu/19


* xiii. *

Sempre vie più si scopre, et a vicenda
145Ed atterrano, e cadono; ma tosto
Dee sottentrar il vincitor del vinto
Nel luogo, e sostener de l’ala ultrice
I primi sforzi: e se schivarne i colpi
A lui riesca, e fuggir morte, allora
150Puossi in salvo ritrar col piè fugace.
Ma di guerra la legge a i soli Fanti
Dopo il primo camin (facili prede)
Tornar divieta, et in sicuro addursi.
Or non tutti i Guerrieri il modo istesso
155Han di mover il passo, o vibrar l’armi.
Deggiono allor, che a pugnar vanno, i Fanti
Solo una sede trasportarsi innanzi
Dirittamente a l’inimico opposti.
Pur loro è dato nel primiero assalto
160Proceder oltre, e raddoppiare il passo.
Ma vicini a ferir torcono il colpo,
E per obliquo ad impiagare intenti
Percuotono di furto i cavi fianchi.
Gli Elefanti però, che in ambo i lati
165Chiudon le file, allor che sul gran dorso
Le torri sostenendo, e per le schiere
Terror portando e strage, entrano in zuffa,
Dirittamente ogn’or ponno di fronte,