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XVII


denza fra le due mimiche, ma anche una scuola di fatto, onde facilitare l’interpretazione di altre simili rappresentanze.

E qual sarà poi il vantaggio che se ne può ricavare pel moderno? Crederemmo di offendere gli amatori de’ nostri usi, se c’impegnassimo dimostrare l’utile che essi potrebbero ritrarne. Passiamo piuttosto agli artisti. Costoro, dovendo trattare in disegno qualche soggetto, sia di mezzo carattere, sia anche eroico, ricorreranno a quest’indice quarto. In esso vedranno in quale pagina si tratta di quella passione, o semplice idea che hanno per le mani, e molto probabilmente vi ritroveranno materia ed occasione da elettrizzare la loro fantasia; ed animare così e la figura, ed i gruppi.

Altronde ancorchè la mimica teatrale possa, per la ragion del lucro, chiamarsi Mimica principe, come lo è stata presso gli antichi, e non cesserà di esserlo presso le Nazioni civilizzate, perchè l’apice dello studio della mimica; pure nella presente opera non se ne è avuto un particolare riguardo, sì perchè è estranea alle nostre ben ristrette circostanze, come ancora perchè è una materia diffusamente trattata da altri; e perciò non parliamo particolarmente di questo ramo mimico. Ciò non ostante non potremo dissimulare la nostra soddisfazione, se mai per incidente le nostre idee potessero avervi qualche influenza, o essere d’occasione d’ingrandimento, e di ajuto ai moderni pantomimi.