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più squadroni, per ricacciarlo indietro; ma questi si troverebbero sempre in serio imbarazzo, nè mai più anch’essi ritrarrebbonsi rompendo dalle due ale con simetria.

Il regolamento, trattandosi di proteggere la ritirata del reggimento, soggiunge che — «si potrà impiegare una sezione la quale preferibilmente sarà composta dei due plotoni del centro del reggimento;»1 — ma quale resistenza potrebbe opporre cotesta sezione sparsa in catena per coprire la fronte del reggimento e sostenerne la ritirata? — Quale sarà quel nemico che minacciando un reggimento si lascierebbe imporre da 48 cavalieri sparsi in corona?

Questa evoluzione, di per se stessa tanto lenta e difficile, e che mai potrebbe eseguirsi senza pericolo dinanzi al nemico, a qual prò insegnarla in tempo di pace?....

«Seidlitz, uno dei più celebri generali di cavalleria dei tempi moderni, in una grande ricognizione che fece il giorno avanti la battaglia di Rosbach, dovendo passare una stretta in ritirata, seguito da tutta la cavalleria francese, la fece passare con una celerità senza esempio, ma non vi mise, nè pedanteria, nè regolarità. Gli squadroni più prossimi passarono pei primi; gli altri seguirono sucessivamente, ed una forte retroguardia copriva il movimento. — Quando la stretta fu sgombra, e la linea riformata indietro, ordinò alla retroguardia di passarla a volontà o in foraggieri.

Qual differenza dai movimenti prescritti dalla teoria! — Ma Seidlitz era un vero uomo di guerra; un genio creatore della cavalleria prussiana, che avrebbe arrossito di tutto ciò che sapeva di ciarlatanismo e di pedanteteria2

Conchiuderemo adunque che tutte coteste formazioni, non essendo propriamente che una infelice applicazione d’una evoluzione di fanteria a cavallo, non protetta e non sostenuta da’ suoi fuochi, riescono assolutamente pericolose e imprati-

  1. Vol. 3° del Regolamento § 1849, pag. 254.
  2. La Roche-AymonDe la cavalerie Vol. 2°, pag. 306.