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RAFFRONTO CON COPERNICO 145

zione di tutta la teoria ch’esse permettevano. Quanto alle prove definitive è notevole che per queste due teorie, cosí fondamentalmente sovversive, non si possa trovarle se non nell’osservazione di grandezze infime, appena percettibili. La prima prova vera della teoria di Copernico, fu l’aver stabilito il periodo annuale dell’aberrazione, di cui abbiamo parlato a pag. 65 e che non poteva essere percepita che da un osservatore esercitato munito di un istrumento ottico. Si vede che grandezze cosí deboli possono acquistare un significato anche nei grandi problemi relativi alle nostre concezioni dell’Universo.

Si pretende spesso che la questione della Relatività non potrà mai avere l’importanza di quella dei sistemi eliocentrico o geocentrico, e che inoltre essa non può avere per il gran pubblico una grande significazione perché troppo difficile a comprendersi. Ma è anche tanto difficile rappresentarsi ciò che ha potuto capire delle idee di Copernico un cervello di media levatura, contemporaneo della Riforma, quanto predire l’influenza profonda della teoria della relatività sulle menti da qui a qualche secolo. Noi possiamo rimanere indecisi e rinunziare a decidere su ciò che fu maggiormente rivoluzionario, cioè sulla costruzione in ogni caso tanto straordinaria e per cosí dire “estensiva” del nostro sistema solare, o sullo sconvolgimento e la nuova interpretazione, forse meno grandiosa ma tuttavia tanto profonda e penetrante, tanto “intensiva,” delle nostre idee sullo spazio e sul tempo. Ciò che importa sopratutto è che le due concezioni hanno avuto il co-