Pagina:Iucunda sane (Roma 1904).djvu/32

 
— 30 —
 



arti, così che conviene alla pittura, alla scoltura, all’architettura quel che si dice del canto; chè di tutte queste nobilissime creazioni del genio la Chiesa è stata in ogni tempo ispiratrice e mecenate. L’umanità intera, nutrita di questo sublime ideale, innalza templi grandiosi, e quivi nella Casa di Dio, come in casa sua propria, solleva la mente alle cose celesti, in mezzo alle splendide ricchezze di ogni arte bella, tra la maestà delle ceremonie liturgiche, tra le dolcezze del canto.

Tutti questi beneficî, ripetiamo, l’azione del Pontefice S. Gregorio seppe ottenere ai tempi suoi e nei secoli a lui seguenti; e tanto, per l’intrinseca efficacia dei principî ai quali dobbiamo ricorrere e dei mezzi che abbiamo alla mano, sarà possibile ottenere ancor oggi, mantenendo con ogni studio il buono che per grazia di Dio ancora si conserva e ristorando in Cristo1 quanto per disgrazia dalla retta norma fosse deviato.


Ci piace metter fine a queste Nostre Lettere con le parole medesime, onde S. Gregorio conchiudeva la sua memoranda esortazione nel Concistoro del Laterano. Queste cose, o Fratelli, dovete meditare con ogni sollecitudine ed insieme proporre ai prossimi vostri: preparatevi a restituire a Dio il frutto del ministero che riceveste. Ma quanto andiamo indicando, otterremo da voi assai meglio con la preghiera che non col discorso. Preghiamo: O Dio, per cui volere siamo chia-

  1. Ad Ephes. i, 10.