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posito della ricordata conversione degli Inglesi e può applicarsi a tutto il resto nella sua azione apostolica: Di chi è mai quest’opera, se non di colui, il quale disse: Il Padre mio opera fino al presente ed io pure opero?1 Per mostrare al mondo che voleva convertirlo, non con la sapienza degli uomini, ma con la sua virtù, elesse a predicatori del mondo uomini senza lettere; e questo medesimo fece pur ora, essendosi degnato di operare fra la gente degli Angli cose forti, per mezzo di uomini deboli2. Noi riconosciamo senza dubbio quel che la profonda umiltà del santo Pontefice nascondeva al suo sguardo: e la perizia negli affari, e l’ingegno accorto nel condurre a termine le imprese, e la prudenza mirabile in ogni disposizione, e la vigilanza assidua, e la sollecitudine perseverante. Ma è certo insieme, ch’egli non si fe’ innanzi con la potenza e con la forza dei grandi della terra, laddove invece nell’altissimo grado della dignità pontificia volle chiamarsi pel primo Servo dei servi di Dio; non si aprì la strada soltanto con la scienza profana ovvero con le persuasive parole dell’umana sapienza3; non con le accortezze della civile politica; neppure coi sistemi di rinnovamento sociale, abilmente studiati e preparati e quindi posti in esecuzione; neppure infine, ciò che è meraviglia, col proporsi un vasto programma di azione apostolica da ridurre in atto di mano in mano; mentre per lo

  1. Ioann. v, 17.
  2. Registr. xi, 36 (28).
  3. 1 Cor. ii, 4.