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vincenzo monti 87

Guiccioli (quel sottile ravignan patrizio, ecc.), che l’accusò al Corpo Legislativo: Monti il ricambiò accusando lui di mali acquisti; ma il poeta rimase colla sua gloria, l’altro co’ suoi milioni. Il Monti, convinto della propria incapacità, tornò a Milano a centellare i disinganni. — Sognai d’esser venuto allo nozze di bella vergine, e mi sveglio in braccio a una meretrice.... Più contemplo la libertà cisalpina, più resto in dubbio se la nostra prosperità vi abbia guadagnato. Questa libertà è per molti di noi un liquore troppo potente, che imbriaca il cervello. Non v’ha repubblica sicura senza costumi e virtù, e noi ne siam poveri, poverissimi. Ti dirò con candore che io desidero una redenzione qualunque»1.

Pur troppo queste redenzioni non son lasciate desiderare lungamente in Italia dall’imprevidenza de’ trionfanti e dal trabocco delle passioni plateali; e Austriaci, Russi, Croati, Cosacchi, scesero a ripristinar qui la religione e la pace! I più conosciuti democratici ricoverarono in Francia, e con essi il Monti, solo, come sono spesso gl’ingegni privilegiati, e povero sì, che tra via sfamavasi con frutti cascati dagli alberi.

I rifuggiti a Parigi ricevettero fredde accoglienze, stentati soccorsi e larghissime promesse, e il celebre naturalista Fortis scriveva: — È spettacolo doloroso per chi ama al tempo stesso l’infelice sua patria e la Francia il vedere i più immorali e i più ignoranti fra gl’Italiani migrati ottenere soccorsi e attestazioni di stima, mentre il piccolo, piccolissimo numero delle persone di vero merito, Tordi, Signorelli, Lamberti, Monti, languisce nella miseria e nella dimenticanza, od anche bersaglio alla persecuzione di alcuni miserabili ciarlatani».

Era tra i migliori Lorenzo Mascheroni, valente matematico e poeta gentilissimo. Morì in esiglio, e il Monti ne trasse argomento ad una nuova Bassvilliana, ispirata dall’ira, che troppo spesso è il companatico de’ profughi, rodentisi un l’altro come can forti, a guisa dei dannati in Caina. — Molti ne rimarranno scottati (diceva il Monti), ma è giunto il tempo di un’onorata vendetta: e perdio, me la voglio prendere, per istruzione della mia patria, lacerata da tanti birbanti».

La Mascheroniana è men forbita della Bassvilliana, e di soggetto più casalingo: ma ha sentimento di patria vivissimo, e le terzine

  1. Lettera al Constabili.