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stima che vi professo, e siate abbastanza generoso per sostituire all’odio passato il sentimento dell’amicizia, giacchè io posso bensì corrispondervi nel secondo, ma nel primo giammai. Salute e fratellanza».

Poichè è natura d’ogni rivoluzione il chiamar libertà ogni demolizione, esultarono satanicamente i suoi nemici di vederlo far l’opera atl essi più gradita, rinnegare la propria gloria, scalzare il proprio piedistallo; e allora a tacciarlo di banderuola, e mettere a rimpetto le lodi d’un tempo e le presenti: e trovavano bel destro d’esercitare quel che si fa sempre, ma che allora professavasi aperto nella canzone più popolare, «Chiunque s’eleva noi l’abbasseremo»1. Di mezzo a quelle feste che allettano l’imbecillità d’un popolo fanciullo, fu con solennità arsa in piazza del Duomo la Bassvilliana: e invidiandogli il titolo di secretario al ministero degli esteri, il 25 piovoso anno IV decretavasi non poter restare in impiego od ottenerne chi «avesse pubblicato libri, diretti ad ispirare odio verso la democrazia, o predilezione al Governo dei re, dei teocratici, degli aristocratici».

Il Monti credeva (come molti) cancellare i passati coll’esagerare i nuovi sentimenti, collo sfrondare il proprio alloro vituperando i lodati d’un tempo, ed esaltando gl’idoli dell’opinione del giorno. Nella Musogonia, poemetto di grazie attiche, finiva invocando Giove a protegger l’armi dell’imperatore germanico contro l’idra francese. Or ristampatolo, faceva le Muse conchiudere il loro viaggio in Italia col cantare i trionfi della ragione, il risorgimento della libertà. Nell’edizione di Roma diceva:

Cesare salva, che le auguste gote
     All’egra Europa rasciugando viene,
     E la Franca sul Reno idra percuote
     E i vacillanti troni erge e sostiene,
     Salvalo, e tante fumeran devote
     L’are al tuo nume sulle vinte arene, ecc.
Contro il Gallo fellon che varca il monte
     Destatevi, e levate alto la fronte.

  1. Celui qui s’élève on l’abaissera.

    È il ritornello del Ça ira.