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Secondo lui, tutto il creato consta di essere e non essere: l’essere è costituito di potenza, sapienza, amore, cui scopo sono l’essenza, la verità, il bene, mentre il nulla è impotenza, odio, ignoranza. L’Ente supremo, nel quale le tre qualità primordiali sono une, benchè distinte, nel trar le cose dal nulla trasferisce nella materia le inesauribili sue idee, sotto la condizione di tempo e di spazio; e vi comunica le tre qualità che divengono principj dell’universo sotto la triplice legge della necessità, della provvidenza, dell’amore. Così procedendo per triadi, contro i machiavellisti difende la libertà del sapere e i diritti della ragione; contro gli scettici stabilisce un dogmatismo filosofico sopra il bisogno che la ragione prova di raggiungere la verità, a segno, che, per impugnarlo, anche lo scettico ha mestieri di certi postulati. Al qual vero egli suppone che l’umanità arrivi per una scala, la quale ricorda l’educazione progressiva dei Lessing. Perocchè mette che Iddio, dalla prima antichità, parlò agli uomini mediante le varie religioni, rivelandosi agli Assiri cogli astri, ai Greci cogli oracoli, ai Romani cogli auspicj, agli Ebrei coi profeti, ai Cristiani coi Concilj, ai Cattolici coi papi, dilatando, la cerchia delle sue rivelazioni man mano che lo scetticismo e l’incredulità corrompevano i popoli. Le scoperte moderne sono l’ultimo termine di questa tradizione divina, che, sempre superiore alle operazioni deplorabili e alla gretta politica degli uomini, finirà col congiungere tutti in una sola credenza, in quell’unità del genere umano che Augusto intravide, e che la ragione esige affinchè cessino i flagelli naturali, e le regioni più diverse ricambiino fra sè tutti i beni.

Non vi pare questa una pagina de’ Sansimoniani?

I suoi concetti filosofici e politici atteggiò nella Città del Sole, specie di utopia, dove il frate; non sa dimenticar la gerarchia e le regole claustrali, ma che previene di due secoli i falansteri e le fraternite de’ socialisti nostri contemporanei. Vinta l’imprevidenza dell’uomo, l’antagonismo degli Stati, sin la fatalità della natura, si formerà una società felice, dove (tacendo il resto) un nuovo culto senza misteri raccoglierà nel tempio medesimo le immagini di Pitagora, di Cristo, di Zamolxi, dei dodici apostoli.

Eppure il Campanella era un intollerante. Coi novatori non vuole si stia a disputar su minuzie di parole sacre; ma si domandi, — Chi v’ha mandato a predicare? Dio o il demonio? Se Dio, lo