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156 Di Corinalto ne i Senoni.



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ier Antonio Tarducci di gloriosa memoria, da Cosmo Duca di Firenze fu spedito capitano di ducento fanti alla guerra di Siena, essendo ancor giovanetto di dieciott'Anni; dove si acquistò tanto nome di saggio, e di valoroso, che non tantosto fu la detta guerra finita, che venne chiamato da Ferdinando Imperatore al suo soldo, à cui servì molti Anni fedelmente nell'ufficio di Capitano, & di Consigliere di guerra. Dopò la morte di Ferdinando, fu confirmato nell'istessa carica da Massimigliano suo successore, ed anco honosrato dell'habito di Cavagliere, ed'altri Privilegi di Nobiltà, & essentioni, com'hò veduto io nelle patentali lettere, date in Praga, l'Anno 1562. sottoscritte di propria mano dal medesimo Imperatore, e segnate co'l suo Imperial sigillo, le quali pochi Anni adietro trovaronsi nelle mani di Silvia, sua figliola. Essendo ritornato per suoi affari in Italia fu da Guid'Ubaldo Duca d'Urbino trattenuto nella sua Corte, e l'Anno 1571. alla Guardia di Francesco Maria suo figlio lo mandò in Lepanto alla Guerra navale, contro gli Ottomani: ove alla difesa di quel Prencipe egregiamente portossi, e fè sentire à Barbari quanto pesassero i colpi del suo generoso braccio: Onde dal medesimo Duca fù con molti honori, e doni riconosciuto. Morì di morte, ch'è ordinaria à gli huomini di grand'animo, per lo sospetto c'hebbe Francesco Maria Successore del Padre nel Ducato, che volesse cacciarlo, per occuparsi lo Stato. Lasciò due figli maschi (come più à basso diremo) e tre femine, nelle quali non fù bastevole la debolezza del sesso ascondere il valore, c'hereditato havevano dalla generosità paterna; però che con animo invitto trattarono tutte l'honorate attioni loro; specialmente Panta, la qual maritata l'Anno 1589. con Andrea Ebradi di Rauberin, Nobile Barone di Talberge, Frich perche Rainech', nella Provincia di Stiria; accorgendosi dopò alcuni Anni, che quello imbrattandosi della sozza macchia dell'heresia Luterana, sprezzava la nostra vera, e Sacrosanta Catolica Fede; con risolutione virile separossi da lui, e ritiratasi dentro una Fortezza, ch'era sotto il Dominio del sudetto Marito, da Vienna poco più di una lega distante, ivi fortificossi in guisa, che con l'aiuto d'Italiani, non solo di difese dalle continue molestie di quello; mà ella à lui fè si aspro contrasto, che in Zagabria disperato lo fè morire: E perciò restando essa vittoriosa, vendè la Fortezza con alcuni Molini congiunti; e ripigliandosi per Decreto Imperiale in quel denaro la dote, se ne tornò in Italia in Corinalto sua Patria; ove rimaritossi col Capitan'Horatio Orlandi, huomo Nobile di sangue, e di valore: onde al presente in quella stima che si deve di ragione à i loro gran meriti vivono felici, e prosperosi.