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quando sotto la tavola si muova un’altra calamita, e si ferma quando più non muovasi l’altra sotto la tavola. Avvertì inoltre che se la tavola sia di ferro o di calamita, questo meraviglioso effetto più non si vede1. Conobbe poi che, come la calamita, così anche il ferro calamitato non può esser impedito nell’esercizio della sua virtù attrattiva dall’interpolazione di verun corpo. Il che anche dimostrò con una esperienza, notando che se sopra una tavola di legno, di pietra o di metallo, diverso dal ferro, si ponga un ago da bussola, agitando sotto la tavola una calamita l’ago si muove come se nulla tra esso e la calamita fosse frapposto2.

27. Diligentissime indagini furon fatte dagli accademici del Cimento per conoscere se dal ferro o dall’acciaio in fuori alcun corpo solido o fluido vi sia, il quale posto tra il ferro e la calamita alteri o impedisca la virtù sua. A tal oggetto essi adattarono a giusta distanza sopra una piccola cassa di legno un globo di calamita e un ago calamitato posto in una bussola; e dopo aver notato la deviazione che l’ago soffriva per l’azione del globo, posero tra l’ago e il globo successivamente vasi di vetro con argento vivo, vasi di legno pieni di arena e di limatura di vari metalli, parallelepipedi fatti dei metalli stessi o di diverse pietre e marmi, e videro che per siffatte interposizioni la deviazione dell’ago non variava per nulla. Poscia riempiendo d’acquarzente que’ vasi, e dando fuoco a questo liquido, sempre nell’ago osservarono la medesima deviazione. Di che a buon diritto dedus-

  1. Mag. nat. I. c.
  2. Mag. nat. lib. VII, cap. XXXVIII.