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aggiunge che nel 1517 fu «Regens Perusinus» e nel 1525 segretario del Duca di Milano. «Fuit etiam consiliarius et secretarius Ducis Mantuani». Della sua morte dà i seguenti particolari: «Cum valde mortis amaritudinem timeret, et a Deo subitaneam sed non improvisam mortem poposcisset, voti compos effectus, genibusque flexis in oratione intra proprium cubiculum expiravit, sicque inventus est a Fr. Xisto Buoninsegni socio ejus, cum illi, ut ad matutinum surgeret, lumen deferret. Obiit anno 1547». Il loquace Luigi Torelli diluisce queste poche notizie in un lago di ciarle. Egli peraltro sa alcune cose nuove, vale a dire che il Moncetti «coronato con la laurea magistrale» fu «mandato reggente in varî studî principali dell’Italia», e che «riuscì un celeberrimo predicatore». Scrive inoltre che si distinse, non solamente fra noi, ma anche fuori, come «matematico ed astrologo fra i più eccellenti eccellentissimo» e che n’ebbe onori dal Duca di Milano, da Enrico VIII d’Inghilterra, dall’imperatore Massimiliano, il quale in un privilegio ch’è nel convento d’Arezzo «concede a questo gran Religioso alcune gratie singulari e nello stesso diploma lo chiama Vicario generale dell’ordine di S. Agostino nella Germania». Infatti i suoi superiori lo avrebbero mandato a reggere e riformare, non solo la Francia, come dicono i più antichi biografi, ma anche la Germania e l’Inghilterra. Sulla edificante morte di lui il Torelli si diffonde, rammentando che molti de’ suoi correligionari lo chiamano, a cagion di essa, beato1.

Ricerche speciali nell’archivio Vaticano e a Parigi darebbero forse buoni risultati; ma non sappiamo se il personaggio sia tale da valerne la pena, per quanto la sua riputazione presso i contemporanei non sia stata mediocre2. Delle sue opere il Tractatus aureus contra Scotum (aureus, come la Quaestio aurea) non ci venne fatto di trovarlo registrato dai bibliografi, nè di rintracciarlo nelle biblioteche di varie città italiane, neppure in

  1. L. Torelli, Secoli Agostiniani, vol. VIII, Bologna, 1686, pp. 255 sgg.
  2. Importunammo parecchi amici perchè facessero ricerche su questo soggetto, senza ricavarne molto frutto. Ma la colpa non fu certamente loro, onde qui adempiamo al grato obbligo di ringraziarli pubblicamente. A Padova frugò per noi nell’Universitaria, nell’Antoniana e nella Comunale il prof. Guido Mazzoni; ma non trovò come e quando il Moncetti vi stesse. A Firenze fece per noi ricerche il prof. Pasquale Papa, a Bologna il prof. Angelo Solerti, a Roma il dr. Carlo Merkel.