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portato un branco di vitelli; e, perciò, senza perdersi d’animo, cercò subito di lui. Moscino lo seguiva, inciampando tra le sue gambe, sbattendo la testa nella sua schiena; perchè non sapeva dove andava e camminava voltandosi a guardare attorno. Finalmente, proprio nel mezzo della fiera, dove il bestiame era così fitto che per moversi bisognava prima far scansare le bestie, lo trovò. Gli dette la mano e si mise a gridargli:

— Mi devi vendere un vitello da farmici onore.

Il venditore gli disse:

— Qui ce ne sono trenta, tutti miei; scegli.

Ma Picciòlo gridava ancora senza vedere niente; gridava che se non gliene dava uno proprio da amico non gli avrebbe parlato più. Quello, mezzo assordito, lo allontanò; prima con le braccia e poi puntandogli il bastone sul petto. E gli disse:

— Scegli, t’ho detto. Per ora i migliori non li ho condotti. Vuoi una bastonata sul capo?

Ma Picciòlo non l’udiva. Allora, quegli lo prese per la camicia e lo portò davanti a un vitello dei più piccoli.

— Eccolo! Lo vedi? Questo devi comprare! È inutile che tu perda tempo a guardarne altri.

— E quanto costa?