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LIBRO SECONDO 100

& di questo gli ne darete di poi il bere dell’acqua pettorale tre boni pugni, & quattro, & cinque, pur che il cavallo li voglia mangiare, & accioche gli venghi più voglia di mangiare ci metterete per dentro un poco di latuca fresca minuzzata in essa. Et così lo lasciarete stare sempre riserrato, & separato da gli altri cavalli fin all’hora di governarlo, la sera senza altro darli, & poi non mancarete d’andare à vedere alcuna volta s’egli riposa, & che cosa fa; & poi gli donarete per accarezzarlo alcuna cosetta, & massime della latuca, le quale alla bocca molto gli piace, & gli darete anco tanto di paglia quanto potete stringer nel pugno: la sera poi più à bon’hora del solito d’un’hora lo devete haver governato secondo il consueto del bere, e del mangiare, nel stregliarlo poi, & nel resto del governarlo devete essere ispedito, & diligente senza risparmio di fatica alcuna. Et notate, che bisogna molto bene star avvertito, che quando vi aprossimate al dì che si deve fare il corso di otto giorni, nel pastone devete aggiungere due onze di loc di pino, over di loc di Silo; & questo havrete dallo spetiale. Devete anco metterli adosso; & che li tocca la pelle, l’artemisia erba, ma che sia la maggiore. Sono alcuni che vicino al corso metteno nel beverone da circa otto, ò dieci ova fresche ben sbattuti, & quando il cavallo li bevesse, non saria male. Hor il giorno, che va innanzi al corso lo devete far ferrare con ferri leggierissimi battuti à freddo, & segati, che non avanzino l’unghia di niente in luogo alcuno. Devete in quel dì medesimo farli untare i nervi delle gambe di midolla di cervo molto bene, & anco due, ò tre dì prima havendo anco ingagliarditi i bagni delle gambe con rose secche bollite in essi salvia, rosmarino, foglie di cedro, & camomilla, havendoli aggiunto anco un mezzo bicchiere d’olio rosato per volta, in queste tre ultime fiate. Et se la mattina innanzi al corso lo levarete tutto dalla testa infuora, di vin odorifero bianco, & perfetto, mescolato con un poco d’acqua, & olio rosato, nel quale habbino anco bolito un poco le erbe sudette, gli gioverà molto, facendolo però asciugar benissimo con panni la mattina del corso lo governarete al solito, havendolo fatto stare la notte innanzi con la sua gabbioletta & fattoli le solite carezze, dipoi mangiato che ha il suo orzo ordinario li tornarete poi la detta gabbia al muso, & poi racconciateli la sua lettiera, lo chiudarete, & lasciarete riposare fin’allhora che vi pare che lo debbiate menare al corso; & accarezzatolo un poco con il stroffione, & palma della mano, & appannatolo, li darete tre fette di pane in suppa con zuccaro grattato sopra, & una patica fresca, sbruffandoli dipoi le narici & la bocca di vino, & lavandoli anco i testicoli & il membro & il secesso ancora pur di vino, & sol le pastore di vin caldo. Et li metterete sotto la coperta, sopra i lombi un panno grosso di lino bagnato di bonissimo aceto rosato. Et posto in ordine da pompa per correre, & con le sue pezzette di tenacissima mistura attaccate alla sua pelle