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nistra, ed andò via ove gli era stato imposto. E giunto in casa trovò la gentile giovene con molte di soe femine d’intorno, e acconciamente salutatala gli disse: El mio maestro vi si raccomanda, e priega che gli donate un poco di delicata farina per ostie, siccome in questa letterina più per lungo se contiene. La donna, che discretissima era, vista la lettera, gli parve esser certa di ciò che in effetto volea dire, e presala, e de quella letto el tenore, ancora che onestissima fosse, non le dispiacque che colui l’amasse, estimandose sopra ogni altra bella; e leggendo tutta godeva per lo sentire le sue bellezze sì altamente lodare, si come colei che aveva col peccato originale insiememente contratta la innata passione che hanno già tutto lo resto del sesso femineo, le quali universalmente tengono che tuttala loro fama, onore, e gloria non consista in altro se non ad essere amate, vagheggiate, e de bellezza esaltate, e vorrebbono più presto esser tenute belle e viziose, che virtuosissime brutte reputate. Nondimeno costei avendo tutti li frati fieramente e con ragione in odio, se deliberò de non solo al maestro in niun atto compiacere, ma anco de risposta non gli esser cortese: e con questo anco concluse per questa volta non dirne nulla al suo marito: e in su tale conclusione fermatasi, e volta al fraticello, e senza punto turbata mostrarsi, gli disse: Dirai al tuo maestro ch’el signore della mia farina la vuole tutta per lui, e per ciò pensi de procacciarne altrove, e che alla lettera non bisogna fare altra risposta: ma se pur la desidera, me ne doni avviso, che come torna in casa il

    è un errore di stampa. Nell'edizione dell'83 è intero, come noi lo diamo.