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po’ di ruvida scorza, sotto la quale sta un dire semplice e naturale, un ingegno vivo, una gran rettitudine di animo.

La lingua del Novellino è italiana, e buona italiana, con una certa tinta di dialetto non propriamente napoletano ma salernitano. E dico tinta, perchè pochissime parole del dialetto vi sono, le altre son parole comuni alquanto variate nella terminazione sia pel modo diverso della pronunzia, sia pel modo antico e ancora incerto che si teneva nello scrivere. Queste varietà non fanno differenza. Io non pretendo che altri le usi, nè le userei io, ma chiedo licenza di lasciarle stare come sono in un libro del Quattrocento, e credo che saranno intese da tutti. Infine io lo voglio pur dire, il Novellino è un libro che ha pregio anche per la sua lingua, che è sempre schietta, sempre elegante, come si conveniva a signori, e sempre efficace; non è lingua toscana ma italiana, non è lingua volgare ma materna.


VI.


Vediamo ora le vicende di questo libro. Le edizioni del Novellino sono queste.

1.ª Il novellino. (a la fine) Qui finisce il Novellino con li L argomenti et morali conclusioni de alcuni exempli per Masuzo Guardato nobele Salernitano facto et intilulato alla ill Ippolita de Calabria Duchessa. A. D. MCCCCLXXVI in civitate Neapolis sub au-