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il mistero del poeta 223

Le chiesi se ormai miss Yves stesse veramente bene.

— Credo di sì — rispose — ma è tanto triste. Anche iersera quando mia cugina cantava era pallida pallida; ho avuto paura che svenisse. Ma già ci doveva essere qualche mistero iersera.

— Perchè?

— Perchè quando andai a casa Treuberg trovai Violet così turbata, così distratta! Ne domandai a lei, mi disse che non aveva niente; ne domandai alla zia, mi rispose ch’era diventata così da un quarto d’ora, dopo aver ricevuta una lettera. Fui poi presente quando arrivarono i fratelli Topler.

— Ebbene?

— Non so, si guardarono in un certo modo diverso del solito. Il vecchio Topler poi non pareva più lui. Era così serio! — Sì, sì — soggiunse la signorina porgendo due labbrucci malcontenti — ma Lei non pensa che a Violet, non si occupa dei miei fiori.

Finita la raccolta, Luise ne fece imbarcare, ciascuno con un fascio di margherite, garofani chinesi e anemoni, nel rozzo canotto di un pe-