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Ecco che seduto ancora al posto dove da tre giorni riceve le condoglianze degli amici e dei conoscenti, ancora fermo e rigido dentro il suo cappotto come un diavolo in penitenza, grida alla ragazza che vada a prendere il cavallo dalla stalla e lo conduca all’abbeveratoio.

— E non montarci su, non farlo bere in fretta.

— L’ho fatto già bere qui, con l’acqua del pozzo pulita come l’argento.

— Oh!

Un oh, solo; ma urlato in modo tale che la ragazza balzò come sotto una sferzata e corse via.

Il fatto è che il padrone voleva per qualche momento liberarsi di lei e della sua curiosità; voleva parlare alle donne, prima di andarsene in campagna, alleggerirsi di un peso che gli gravava sull’anima e sul corpo.

— Zia Annia, — disse non senza una certa trepidazione, — bisogna che parliamo di una cosa; e tu, Maria Caterina, mettiti a sedere finalmente.