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il giugurtino 129

onde egualmente li buoni e li rei, li valenti e li vili in grande moltitudine furono uccisi. In quella si grande asprezza, essendo sì crudelissimi li Nu* midi, e la città da ogni parte serrala, Turpilio prefetto, solo di tutti gl’Italici, scampò senza niuno mala: questo se divenne1 i per misericordia del suo oste, o per altri patti e promesse, ovvero per caso di ventura2 non avemo certezza trovata; se non che in tanto male li fu più pregiata la sozza vita che la intera fama: sicch’egli pare che a ragione sia detto malvagio e senza fede (a)3.

CAPITOLO LI1I.

Come Metello distrusse la Città di Vacca, e fece uccidere Twrpilio.

Metello, poiché intese delle cose ch’erano fatte a Vacca, alquanto contristato, si partì da pubblico in secreto luogo4; e poi, essendo insieme Tira col dolore permischiata, con grandissima cura avacciò a vendicare la ingiuria. £ la legione colla quale egli vernava, e quanti più poteo degli cavalieri numidi insieme, nel tramontare del sole,espediti, li menò via: e l’altro dì, quasi in sulla terza, venne in uno piano, il quale era intorniato di poggi5, e cotali luoghi alli. Quivi, essendo li militi stanchi per la grande via, e già schifando di fare altra cosa, fece loro conto come la città di Vacca non era di lungi più d’un migliajo di passi; e come si convenia che eglino la rimanente fatica sostenessono con buono animo, quando egl ino per gli loro cittadini, uomini fortissimi e miseramente trattati, vendetta prendeano: anche benignamente mostrò loro la grande preda eh’avrebbono. E così avendo confortati e rilevati li loro animi6, fece li cavalieri occultamente andare prima alli pedoni7 mollo stretti, e con le bandiere nascoste. Li Vaccesi quando s’avvidono che l’oste andava verso di loro, in prima si pensarono, com’era la verità, che fosse Metello, e chiusono le porle; poi, quando vidono che ne’ campi non si facea guasto, e coloro, eh’erano prima, erano cavalieri numidi, pensando che fosse Giugurta, con grande allegrezza gli vernano incontro. Li cavalieri e li pedoni lutti, subitamente, fallo certo segno, alcuni il popolo disparso molto tagliavano; alcuni avacciavano alle porle; alcuni prendeano le torri: l’ira e la speranza della preda potea sopra la stanchezza8. E così li Vaccesi,

  1. direni re t nsa talvolta per avvini re, addivenire-, e così deesi qui intendere.
  2. ovvero per caso di ventura) Si osservi questo modo per caso di ventura, che è proprio del nostro Iraduttore.essendochèsarebbe bastato di di re solo per caso, per ventura.
  3. (la cui testimonianza valere non debbia).
  4. si partì da pubblico in secreto luogo) Q ui è un’ellissi: chè propriamente si sarebbe dovuto dire: si parli da pubblico e andò in secreto luogo; ma è un bello scorcio di lingua.
  5. P°gg’0 val monte, luogo eminente.
  6. rilevati li loro animi) Rilevare qui sta per riconfortare.
  7. prima alli pedoni) Prima qui è preposizione, ed è usata in sentimento di avanti; e però le è data la costruzione della preposizione avanti, la quale si costruisce con t’a e col di.
  8. potea sopra la stanchezza, cioè potea più. della stanchezza, viacea la stanchezza.