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il giugurtino 99

buoni. E nella repubblica mollo1 si avanza non ricordandosi degli beneficii che de* maleficii: perocché ’I buono, se tu negligentemeute ti porti ne’suoi beneficii, sì ne diventa solamente più pigro; ma il reo negli maleficii, se non è punito, sempre diventa peggiore. E,se si provvede in tal modo, che le ingiurie e li mali non sieno, non avrai spessamente bisogno dell’ajuto de’ buoui.

CAPITOLO XXV.

Come fu mandalo per Giugurta che venisse a Roma.

Queste cose e molte altre simili ispesse fìate dicendo, Memmio fece col popolo2 che Lucio Cassio, il quale era allora pretore, fosse mandato per Giugurta3, e, promettendogli fidanza dal comune, lo dovesse menare a Roma, acciocché più leggermente per manifestamento del re le rivenderie di Scauro4 e degli altri, che dovevano avere ricevute le pecunie, si pa’esas^ono. Mentre queste cose si faceano a Roma, quegli Romani, ch’erano lasciati in Numidia da Bestia capitano dell’oste, seguitando il costume dello ’mperadore suo5, molti e iniquissimi fatti feciono. Furono alcuni di loro, che, corrotti per oro, diedono a Giugurta leofanti; alcuni, che gli venderono gli fuggiti da lui; alcuni faceano preda sopra a quegli ch’erano pacificati: tanta era la forza dell’avarizia, la quale i loro animi siccome grande laidezza e macula aveva compresi. Ma Cassio6 ricevuta l’ambasciata da G. Memmio, e conturbata di ciò tutta la nobiltà, andò a Giugurta; e lui, timoroso e per la mala coscienza molto diffidente di sè, confortò ch’egli si dovesse arrendere e dare al popolo di Roma, acciocché non volesse piuttosto provare la sua forza che la sua misericordia; e diedegli in privato la sua fede, la quale Giugurta non pregiava meno che quella del comune: tale era la fama in quel tempo di Cassio.

CAPITOLO XXVI.

Come Giugurta fu in Roma, e, addomandato di certe coset non fu lasciato rispondere.

Così Giugurta, non regalmente, ma d’addobbamento molto misericor-

  1. Par che manchi un più.
  2. Memmio fece col popolo et.) Fare in questo luogo significa adoperarsi, ingegnarsi: onde leggiamo ne’Fiorelti di S. Francesco: Fedo• no tanto col generale, che gli mandò l’obbedienza.
  3. fosse mandato per Giugurta ) Mandare per uno è bel modo di nostra lingua, e v^Je mandare a chiamare uno, farlo venire a sè: onde qui fosse mandato per Giugurta, si ha ad intendere fosse mandalo a chiamare Giugurta.
  4. le rivenderle di Scauro) Vedi alla pag. 9$ la n. 4.
  5. seguitando ilcostumedello ’mperadore suo) Imperadore qui sta adoperato per capitano,alla latina; che i Latini dicevano imperatores a quei che avevano il supremo comando delle armi; e forse anche oggi da chi ben sa la lingua potrebbe adoperarsi in quest • sentimento parlandosi degli eserciti romani, o traducendo dal latino. — Suo sta per loro.
  6. 11 testo latino ba di più practor.