Pagina:I vecchi e i giovani Vol. I Pirandello.djvu/249

una statua, a piè della scala, innanzi al plotone su l’attenti.

— Ah, i militari! lasciatemi vedere i militari! — esclamò donna Adelaide, accorrendo come una papera, senza accorgersi che dall’alto della scala, tra i cassoni di lauro e di bambù, Monsignor Montoro, col volto atteggiato di benevolo, condiscendente sorriso, per la terza volta s’inchinava invano.

Dianella, scorgendo alla fine l’imbarazzo di don Cosmo, troncò le espansioni d’affetto di Nicoletta Capolino e trattenne la zia per indicargli e presentargli il futuro cognato.

— Ah già, — fece donna Adelaide, ridendo e stringendogli forte forte la mano. — Tanto piacere! Il romito di Valsanìa, è vero? Piacerone! E come l’hanno parata bella la villa! Uh, guarda! guarda! ma c’è già Monsignore.... E nessuno me lo diceva!

S’avviò in fretta per la scala; subito il Principe accorse per offrirle il braccio; don Cosmo lo offrì a donna Nicoletta, e Dianella seguì col padre.

— Vestiti proprio bene codesti militari! — disse donna Adelaide al Principe, tirandosi su davanti con la mano libera la veste, per non incespicar nella salita. — Graziosi davvero! pajono tanti pupi di zucchero! graziosi!

Poi, prima d’arrivare al pianerottolo in cima alla scala:

— Monsignore eccellentissimo! Credevo che Vostra Eccellenza dovesse arrivare col comodo suo, ed eccola qua invece.... puntuale!

Il vescovo sorrise, tese la mano perchè donna Adelaide baciasse l’anello, e le disse:

— Per aver la gioja di vedervi così, a braccio del Principe, e darvi la benvenuta, donna Adelaide, nelle case dei Laurentano.