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E, ghermito il cappello, scappò via.

— Impazzisce! — disse Mita. — Ma possibile?

E accennò con la mano la stanza giù, dove Celsina predicava.

Precipitandosi per la via di Gamez, Antonio Del Re, che, senza lenti non vedeva di qui là, inciampò in qualcuno all’imboccatura della via Atenea.

— Oh Nino!

Riconobbe alla voce l’on. Corrado Selmi.

— Mi lasci andare! — gli gridò, scrollandosi rabbiosamente.


Viaggiatore senza bagaglio


Corrado Selmi aveva lasciato ii Verònica all’albergo in compagnia dell’altro testimonio, e si recava ora in casa di Roberto Auriti, che l’ospitava.

Da quattro giorni, appena si mostrava per via, si vedeva tutti gli occhi addosso, s’accorgeva che parecchi curiosi si fermavano anche a mirarlo a bocca aperta; che altri sbucavan dalle botteghe e si piantavan sulla soglia, addossati gli uni agli altri.

Tanta curiosità l’obbligava a darsi — contro il suo solito — un certo contegno. Ma gli veniva di ridere, ecco. E non sapeva più dove guardare, perchè gli occhi naturalmente gai, l’aria aperta e franca del volto per so stesso risolente non dessero di lui un falso concetto di petulanza.

Era davvero e si sentiva giovanissimo ancora, nel corpo e nell’anima, non ostante l’età, le vicende fortunose, le asprissime lotte sostenute. Non aveva ancora un sol pelo bianco, nè gli si era per nulla appassito il color biondo dei baffi e dei capelli. Ve-