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CAPITOLO XIV. 277


“ Cosa mi darete da mangiare? ” disse poi all’oste.

“ Ho dello stufato: vi piace? ” disse questo.

“ Sì, bravo; dello stufato. ”

“ Sarete servito, ” disse l’oste a Renzo; e al garzone: “servite questo forestiero. ” E s’avviò verso il cammino. “ Ma... ” riprese poi, tornando verso Renzo: “ ma pane, non ce n’ho in questa giornata. ”

“ Al pane, ” disse Renzo, ad alta voce e ridendo, “ ci ha pensato la provvidenza. ” E tirato fuori il terzo e ultimo di que’ pani raccolti sotto la croce di san Dionigi, l’alzò per aria, gridando: “ ecco il pane della provvidenza! ”

All’esclamazione, molti si voltarono; e vedendo quel trofeo in aria, uno gridò: “ viva il pane a buon mercato! ”

“ A buon mercato? ” disse Renzo: “ gratis et amore.

“ Meglio, meglio. ”

“ Ma, ” soggiunse subito Renzo, “ non vorrei che lor signori pensassero a male. Non è ch’io l’abbia, come si suol dire, sgraffignato. L’ho trovato in terra; e se potessi trovare anche il padrone, son pronto a pagarglielo. ”

“ Bravo! bravo! ” gridarono, sghignazzando più forte, i compagnoni; a nessuno de’ quali passò per la mente che quelle parole fossero dette davvero.

“ Credono ch’io canzoni; ma l’è proprio così, ” disse Renzo alla sua guida; e, girando in mano quel pane, soggiunse: “ vedete come l’hanno accomodato; pare una schiacciata: ma ce n’era del prossimo! Se ci si trovavan di quelli che han l’ossa un po’ tenere, saranno stati freschi. ” E subito, divorati tre o quattro bocconi di quel pane, gli mandò dietro un secondo bicchier di vino; e soggiunse: “ da sé non vuol andar giù questo pane. Non ho avuto mai la gola tanto secca. S’è fatto un gran gridare! ”

“ Preparate un buon letto a questo bravo giovine, ” disse la guida: “ perché ha intenzione di dormir qui. ”

“ Volete dormir qui? ” domandò l’oste a Renzo, avvicinandosi alla tavola.

“ Sicuro, ” rispose Renzo: - un letto alla buona; “ basta che i lenzoli sian di bucato; perché son povero figliuolo, ma avvezzo alla pulizia. ”

“ Oh, in quanto a questo! ” disse l’oste: andò al banco, ch’era in un angolo della cucina; e ritornò, con un calamaio e un pezzetto di carta bianca in una mano, e una penna nell’altra.