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famiglia qualche erba, di cui la fame aveva insegnato che gli uomini, potevano pur vivere. Queste viste crescevano ad ogni passo la mestizia del frate, il quale camminava già col tristo presentimento in cuore di andare a sentire una qualche sciagura.

— Ma perchè pigliava egli tanto pensiero di Lucia? E perchè al primo avviso s’era egli mosso così sollecitamente, come ad una chiamata del padre provinciale? E chi era questo padre Cristoforo? — Bisogna soddisfare a tutte queste domande.

Il padre Cristoforo da *** era un uomo più presso ai sessanta che ai cinquant’anni. Il suo capo raso, salvo la picciola striscia di capegli che lo cingeva al mezzo come una corona, secondo il costume capuccinesco, si alzava di tempo in tempo con un movimento che lasciava trasparire un non so che di altero e d’inquieto; e tosto si abbassava per riflessione di umiltà. La barba grigia e lunga, che gli copriva le guance e il mento, faceva ancor più risaltare le forme rilevate della parte superiore del volto, alle quali un’astinenza, già da gran pezzo abituale, aveva assai più dato di gravità che tolto di espressione. Due occhi incavati erano per lo più chinati a terra, ma talvolta sfolgoravano con vivacità repentina,