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era salita sulla scala per aiutare sua madre ad appendere le ghirlande all’uscio e alle finestre.

Mentre tutte le porte eran fiorite, soltanto quella di compar Alfio, nera e sgangherata, stava sempre chiusa, e non c’era più nessuno che appendesse i fiori dell’Ascensione.

— Quella civetta di Sant’Agata! — andava dicendo la Vespa colla schiuma alla bocca, — tanto ha detto e tanto ha fatto che ha mandato via del paese compar Alfio!

Intanto a Sant’Agata le avevano messa la veste nuova, e aspettavano la festa di San Giovanni per toglierle la spadina d’argento dalle trecce, e spartirle i capelli sulla fronte, prima d’andare in chiesa, sicchè ognuna al vederla passare diceva: — Beata lei!

La mamma invece, poveretta, si sentiva dentro tutta in festa, perchè la sua ragazza andava in una casa dove non le sarebbe mancato nulla, e intanto ella era sempre in faccende a tagliare e cucire. Padron ’Ntoni voleva vedere anche lui, quando tornava a casa la sera, e teneva la tela e la matassa del cotone, e ogni volta che andava alla città portava qualche cosuccia. Il cuore tornava ad aprirsi col bel tempo, i ragazzi guadagnavano tutti, chi più chi meno, e la Provvidenza si buscava il pane anch’essa, e facevano il conto che coll’aiuto di Dio a san Giovanni si sarebbero cavati d’imbarazzo. Padron Cipolla allora stava delle sere intere seduto sugli scalini della chiesa con padron ’Ntoni, a discorrere di quel che aveva fatto la Provvidenza. Brasi girandolava sempre per la straduccia dei Malavoglia, col vestito nuo-