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fardelletto sotto il braccio. Poi baciò la mano al nonno e alla mamma, e abbracciò Mena e i fratelli.

Così la Longa se lo vide partire sotto l’ombrello, accompagnato da tutto il parentado, saltando sui ciottoli della stradicciuola ch’era tutta una pozzanghera, e il ragazzo siccome era giudizioso quanto il nonno, si rimboccò i calzoni sul ballatoio, sebbene non li avrebbe messi più, ora che lo vestivano da soldato.

— Questo qui non scriverà per danari, quando sarà laggiù, — pensava il vecchio; — e se Dio gli dà giorni lunghi, la tira su un’altra volta la casa del nespolo. Ma Dio non gliene diede giorni lunghi, appunto perchè era fatto di quella pasta; — e quando giunse più tardi la notizia che era morto, alla Longa le rimase quella spina che l’aveva lasciato partire colla pioggia, e non l’aveva accompagnato alla stazione.

— Mamma! — disse Luca tornando indietro, perchè gli piangeva il cuore di lasciarla così zitta zitta sul ballatoio, come la Madonna addolorata; — quando tornerò vi avviserò prima, e così verrete ad incontrarmi tutti alla stazione. — E quelle parole Maruzza non le dimenticò finchè le chiusero gli occhi; e sino a quel giorno si portò fitta nel cuore quell’altra spina che il suo ragazzo non assisteva alla festa che si fece quando misero di nuovo in mare la Provvidenza, mentre c’era tutto il Paese, e Barbara Zuppidda s’era affacciata colla scopa per spazzar via i trucioli. — Lo faccio per amor vostro; — aveva detto a ’Ntoni di padron ’Ntoni; — perchè è la vostra Provvidenza.