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listee» e accademiche, insomma, né apparire fanatiche o soverchiamente partigiane: devono porsi nel campo stesso del «senso comune» distaccandosene quel tanto che permette il sorriso canzonatorio, ma non il disprezzo o la superiorità altezzosa.

«La Pietra», motto dantesco dalle rime della Pietra: «così nel mio parlar voglio esser aspro»1, «La Compagnia della Pietra»*. Ogni strato sociale ha il suo «senso comune» che è in fondo la concezione della vita e la morale più diffusa. Ogni corrente filosofica lascia una ❘58 sedimentazione di «senso comune»: è questo il documento della sua effettualità storica. Il senso comune non è qualcosa di irrigidito e immobile, ma si trasforma continuamente, arricchendosi di nozioni scientifiche e opinioni filosofiche entrate nel costume. Il «senso comune» è il folldore della «filosofia» e sta di mezzo tra il «folklore» vero e proprio (cioè come è inteso) e la filosofia, la scienza, l’economia degli scienziati. Il «senso comune» crea il futuro folklore, cioè una fase più o meno irrigidita di un certo tempo e luogo. (Occorrerebbe fissare bene questi concetti, ripensandoli a fondo).

Cfr Quaderno 24 (xxvii), pp. 16-18.


§ ⟨66⟩. Colonie italiane. Nel «Diritto Ecclesiastico» diretto, fra gli altri, dal prof. Cesare Badii dell'Università di Roma e da Amedeo Giannini, consigliere di Stato, del marzo-aprile 1929, è pubblicato un articolo dell’avv. prof. Arnaldo Cicchitti: La S. Sede nelle Colonie italiane dopo il Concordato con il Regno*, nel quale due volte, a p. 138 e a p. 139, si pone l’Albania fra le colonie italiane. L’autore rimanda (in materia, se sia applicabile alla religione cattolica apostolica romana il trattamento nelle Colonie concesso agli altri culti) a suoi studi pubblicati nella «Rivista di diritto pubblico» 1928 (pp. 126-31) e 1929 (pp. 141-57) e nella «Rivista delle Colonie Italiane» 19292: sarebbe interessante vedere se anche in questi l’Albania è considerata colonia.


§ ⟨67⟩. A proposito del matrimonio religioso con validità civile è interessante notare che da alcuni estratti della succitata rivista* mi pare risulti che il Diritto Canonico e il Tribunale della Sacra Rota concedono lo scioglimento del

  1. Nel ms originariamente il verso dantesco era citato a memoria in modo approssimativo: «"io voglio parlar aspro come pietra” o qualcosa di simile». Successivamente lo stesso Gr. ristabilì la lezione esatta del verso.