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L’ultima rinunzia.

«...l’una a soffrire e l’altro a far soffrire.»


I.


 
— «O Poeta, la tua mamma
che ti diede vita e latte,
che le guance s’è disfatte
nel cantarti ninna-nanna, 4

lei che non si disfamò,
perchè tu ti disfamassi,
lei che non si dissetò,
perchè tu ti dissetassi, 8

la tua madre ha fame, tanta
fame! E cade per fatica,
s’accontenta d’una mica;
tu soccorri quella santa! 12

Ella ha sete! Nè t’incresca
di portarle tu da bere:
s’accontenta d’un bicchiere,
d’un bicchiere d’acqua fresca.» 16

— «Perchè sali alle mie celle?
Che mi ciarli, che mi ciarli?
Non concedo mi si parli
quando parlo con le Stelle. 20