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LA LOCANDIERA 217

torità, e avrò per lei quell’attenzione, che non ho mai avuto per alcuna persona di questo mondo.

Cavaliere. Per qual1 motivo avete tanta parzialità per me?

Mirandolina. Perchè, oltre il suo merito, oltre la sua condizione, sono almeno sicura che con lei posso trattare con libertà, senza sospetto che voglia fare cattivo uso delle mie attenzioni, e che mi tenga in qualità di serva, senza tormentarmi con pretensioni ridicole, con caricature affettate.

Cavaliere. (Che diavolo ha costei di stravagante, ch’io non capisco!) (da sè)

Mirandolina. (Il satiro si anderà a poco a poco addomesticando).

Cavaliere. Orsù, se avete da badare alle cose vostre, non restate per me.

Mirandolina. Si signore, vado ad attendere alle faccende di casa. Queste sono i miei amori, i miei passatempi. Se comanderà qualche cosa, manderò il cameriere.

Cavaliere. Bene... Se qualche volta verrete anche voi, vi vedrò

Mirandolina. Io Veramente non vado mai nelle camere dei forestieri, ma da lei ci verrò qualche volta.

Cavaliere. Da me... Perchè?

Mirandolina. Perchè, illustrissimo signore, ella mi piace assaissimo.

Cavaliere. Vi piaccio io?

Mirandolina. Mi piace, perchè non è effeminato, perchè non è di quelli che s’innamorano. (Mi caschi il naso, se avanti domani non l’innamoro). (da sè, e parte)

SCENA XVI.

Il Cavaliere solo.

Eh! So io quel che fo. Colle donne? Alla larga. Costei sarebbe una di quelle che potrebbero farmi cascare più delle altre. Quella verità, quella scioltezza di dire, è cosa poco comune.

  1. Pap., Bett. ecc.: Per che.