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NOVELLE 93

che altra cosa... So appunto non dare ad anima nata le ragioni di quel che faccio.

— Vedo, Danilo, e so a mia volta che ti piacciono le liti. Chi si nasconde deve avere, certo, cattive intenzioni.

— Pensa come vuoi, — rispose Danilo, — ch’io farò lo stesso. Grazie a Dio, sinora, io non mi son lordato mai di cose disonoranti; io mi son sempre levato per la fede ortodossa e per la patria; e non già come certi vagabondi, che giran Dio sa dove, quando gli ortodossi vanno alla morte, e poi tornano a rapire a costoro il frumento che han seminato. Essi non somigliano reppure agli ussiti, non entrano mai nella chiesa di Dio. A costoro, sì, si deve domandare dove vanno.

— Via, cosacco! Sai?... Io son cattivo bersagliere: a cento sagene1 la mia palla spacca il cuore; nella sciabola son mediocre; io taglio un uomo a pezzetti più piccoli dell’orzo mondato col quale si fa la kasa2.

— Io son pronto, — disse il pan Danilo, brandendo arditamente in aria la sciabola, come se l’avesse affilata addirittura per tale occasione.

— Danilo! — gridò vivamente Caterina, afferrandogli la mano e sospendendovisi: — ricordati, insensato, guarda su chi alzi la mano. E tu, babbo... hai i capelli bianchi come la neve, e molti in furia come un ragazzo che perde la testa.

— Donna! — urlò minaccioso il pan Danilo; — tu sai che ciò non mi garba; fa il tuo mestiere di donna.

Le sciabole cozzarono terribilmente; il ferro suonò sul ferro; e una pioggia di scintille avvolse i cosacchi. Desolata, Caterina si rifugiò in un altro canto, si gettò sopra un letto e si turò le orecchie per non udire l’urto delle sciabole. Ma i cosacchi si battevan sul serio e non badavano ad attutire i colpi. Il cuore le batteva sino a spezzarsi; lei sentiva lo strepito per tutta la persona; tac, tac, tac! «No, io non sopporterò... io non li lascierò... Forse già il sangue vermiglio scorre a fiotti da’ bianchi corpi...

Forse in questo punto il mio diletto perde le forze; ed io, io resto qui!». E tutta tremante, quasi fuori di sè, ella rientrò nella stanza.

  1. Circa due metri.
  2. Kasa: tritello, orzo mondato in minestra.