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26 Giro del Mondo

za, solamente cinque ne faticavano a vicenda. Il peggio era, che ne’ luoghi montuosi, non si trovava che erba secca; tal che la bruciavano i Contadini, per ingrassare il terreno. La notte cadde tanta neve, che la mattina ne trovai coperta la coltre; or pensate, come stetti caldo la notte.

Il Sabato 2. scesi dalla montagna, per una dirupata strada, facemmo quattro leghe, e mezza, sino a S. Agostino de las Cuevas; pagato prima un reale per mula alle Guardie del cammino, che trovammo all’uscir del monte. Il P. Procuratore della Mission di Cina, che stava nell’Ospizio di questo luogo, mi fece molte cortesie; onde gli lasciai in potere alcune robe, che potevano essermi d’imbarazzo nella Dogana di Mexico. Seguitammo poscia il cammino con grandissimo vento, ed acqua; e passata un’altra Guardia della Dogana, dopo tre leghe, entrai nella Città di Mexico, per una Calzada, o strada di terrapieno, fatta sopra la lacuna. La Guardia, che suole star sull’entrare della Città, mi accompagnò alla Dogana, acciò vi fussero visitate le mie casse: però con molta cortesia gli Ufficiali si portaron meco; apertele appena, e ve-


du-