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Del Gemelli. 339


Il Martedi 10. mentre eravamo insieme a tavola, sapemmo esser giunto il Petacchio de’ galeoni, colla novella, d’essersi perduto l’Almirante, cinque leghe lontano dall’Avana: e ciò per colpa del Piloto (di già rifugiato) il quale, presso la Costa, s’era rimaso ad aspettar lo schifo, restato in porto, e innavvedutamente avea dato in 4. o 5. braccia di fondo. Questa novella convertì in pianto il giubilo degli abitanti di Cadiz, che vi aveano interesse di 12. milioni: si sperava di potersi ricuperare l’argento in si poco sondo, però le mercatanzie erano già guaste. Dopo la difficultà incontrata nel Nazareno, avea io procurato, con molti mezzi, d’imbarcarmi su questo vascello, per compiacere il Padre la Fuente, che mi volea seco; ma non ne potei venire a capo, così disponendo il Signore, per mio maggior beneficio.

Il Mercordi 11. volendo io tor la mia cassa dal galeone, il Signor Conte mi diede la sua filuca, e venne l’Auditor Generale, con un’Ajutante; acciò da sua parte pregassero il Presidente del Commercio di Siviglia, a concederlami. Costuli però rispose, che tra dieci giorni, me l’arebbe permesso; per non aprir la strada ad altri di chieder lo stesso.


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