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Del Gemelli. 287

Scrivano, poco mancò, che non l’uccidesse, se non fusse stato ritenuto dal Governadore. Dissimulò questi la gravezza del delitto, di por mano alla spada in sua presenza, e in quel luogo, dove era il ritratto di S. Maestà; e ne mandò tutti e due alle loro case. Io per altro mi confesso eternalmente tenuto alla sua gentilezza; perocchè vedendomi risoluto di andare all’Avana, per quivi potermi imbarcare su i Galeoni; mi disse il Mercordì 4., che non parlassi ad alcun Capitano delle tre fregate, ch’erano in porto; ma che vedessi pure sopra quale volea andare, che sarebbe stata sua cura, siccome in fatti fece.

Tornai il Giovedì 5. nell’azienda di S. Iulian a caccia; e nel passar che feci, a veduta d’alcune antiche Piramidi, uccisi un fagiano. Il Venerdì 6. uccisi molti Pitos Reales, di cui s’è ragionato di sopra. Il Sabato 7. uccisi un’altro fagiano; però il diletto della caccia fu contrappesato dal tornar la sera a casa carico di Garrapatte.

La Domenica 8. si celebrò la festa della Santissima Concezione, nella Chiesa della Mercè; e’l dopo desinare vi fu una sacra rappresentazione sull’istesso sog-


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